Inviato: Giovedì 05 Mag. 2011 14:44 Oggetto: Concerti Bologna e Milano: GLI ARTICOLI DELLA STAMPA
BOLOGNA:
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In fila dall'alba: ecco i fan di Shakira Magliette e palloncini, il pubblico della popstar invade la Futurshow station di Casalecchio
Tutti, in coda, sembrano già amici. Facce sconvolte, può darsi, ma tutt’al più perché non hanno dormito. Come alcuni ragazzi veneti giunti qui già dalle 8 del mattino. «Stiamo socializzando con del prosecco da Valdobbiadene», dicono allegr(otti). Facce da ragazzi perbene, piuttosto. La «mossa», però, c’è, e comincia fin dal pomeriggio: tutti in attesa che si aprano i cancelli all’entrata 6 della Futurshow Station di Casalecchio.
Mancano più di tre ore all’inizio del concerto di Shakira, il primo delle due date italiane, e un’ansia palpabile domina il bivacco tra un bagarino che urla e l’odore delle piadine salsiccia e cipolla. Onore ai primi arrivati, verrebbe da dire. Come Andrea, 17 anni, da Firenze. Aspetta dalle 5 di ieri mattina, accompagnato da un solerte papà in auto che nel frattempo se n’è ritornato indietro per riprenderlo a fine concerto. Chi gliel'ha fatto fare? Basta la parola: «Shakira!». Alessia, 14 anni, anche lei fiorentina, anche lei qui dalle 5, è più loquace. «Sono qui perché canta e balla bene, ma è anche attenta al sociale». Già, perché i fan di Shakira guardano anche a questo.
«Noi del fan club», dice Luca, 30 anni, «abbiamo anche adottato a distanza una bambina, perché lei si occupa di bambini colombiani in difficoltà. Abbiamo creato le magliette: qui le portiamo in parecchi (c’è scritto «Fundation Pies descalzos», ndr). Lo scriva che stiamo cercando di fare adottare a distanza un secondo bambino, e che possono informarsi sul sito
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C'è anche la portavoce del fan club. Si chiama Chiara, da Pescara. Levataccia pure per lei. «Sa, noi la seguiamo in tutto ciò che fa». A dirla tutta manca il tocco plateale. «Shakira non è Lady Gaga», risponde seria Chiara. «E non c’è stato tanto tempo. Quando sono uscite le date italiane, l’1 aprile, pensavamo fosse un pesce».
Di lei conoscono i riti. Come la preghiera prima di salire sul palco e la danza del waka waka in concerto insieme ad alcuni fans. Niente effetti speciali, ma qualcuno ha studiato qualcosa. Come i palloncini rossi a forma di cuore. «L’abbiamo pensato prima di William e Kate, però», informano. «A Milano, invece, tutti con la maglia del Barcellona, quella di Pique, il suo fidanzato e mentre gioca col Real la aggiorneremo in tempo reale». I maschietti fanno facce invidiose. Ma c’è sempre quella che smorza. Come una ragazzina di Casalecchio, Elisa, il cui papà, dice, una volta ha viaggiato in aereo in Columbia con lei e le ha riportato che sì, «è carina, ma un po’ bassina». Nessuno è perfetto Più tardi la fila si ingrossa, l’ansia aumenta, si preme alle porte fino all’ingresso sul palco: esplosione di gioia, energia, calore. Lo show di Shakira ha inizio.
Paola Gabrielli
Fonte:
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MILANO:
Citazione:
Concerti, Shakira: la recensione dello show di Milano
Basta vedere il trionfo di bagarini che stasera stazionano davanti al MediolanumForum, continuando a chiedere biglietti in giro, per capire l’attesa che c’è intorno al concerto di Shakira. Dopo la tappa di Bologna, quella al MediolanumForum di Assago è la sua seconda data italiana a supporto dell’ultimo album “Sale el sol”. Ed ecco che entrando nel palazzetto, oltre a veder confermata questa sensazione, si notano subito un paio di cose: il pubblico è principalmente femminile ed è costituito dalle classiche coppie madre/figlia teenager. E quello che colpisce è che, sin dalle prime canzoni, in entrambi i casi sono spesso le prime a ballare più delle seconde. Stesso dicasi per le coppie di fidanzatini composti, nelle quali piano piano sono gli uomini a diventare i più scatenati. Merito della ragazza che è sul palco. Si, perché Shakira Isabel Mebarak Ripoll è ormai una sicurezza, un Blockbuster del latin pop che sforna ritornelli da classifica senza sosta e piace ad un pubblico ormai molto eterogeneo.
Sono passate da poco le nove quando la cantante colombiana di origini libanesi fa il suo ingresso sul palco, avvolta in un vestito rosa: l’inizio è soft, con la ballata “Pienso en ti”. Ma poi già dalla seconda traccia Shakira sfodera un top dorato e un paio di pantaloni neri attillatissimi per “Why wait”. Il ritmo si alza e la giostra latina può avere inizio. L’artista dimostra da subito un paio di cose: che, come era lecito aspettarsi, balla davvero bene e sa sfruttare la sua forte sensualità, ma senza diventare mai troppo volgare. E poi stupisce un po’ come veste gli arrangiamenti delle canzoni, virando spesso verso il rock come in “Te dejo Madrid” o nella versione aggressiva di “Whenever, wherever”. E poi non mancano momenti da ballo di gruppo come “La tortura” e del singolone “Loca”, uno dei punti di forza dell’ultimo disco “Sale el sol”.
Come detto, l’artista gioca molto sulle sue doti di ballerina sanguigna: il suo è un vero e proprio karaoke etnico di musica e di cambi d’abito. Si passa con disinvoltura da un flamenco ad una danza del ventre, con grande apprezzamento del pubblico che sembra davvero divertirsi. Shakira dimostra di saper tenere la scena: chiama qualche giovane fan sul palco per ballare con loro due passi, sfodera un discreto italiano e sprigiona un sorriso contagioso. Tra una canzone e l’altra riesce perfino ad annunciare il gol del Barcellona (la squadra del suo fidanzato Gerard Piqué) contro il Real Madrid. “Gol del Barça” si lascia scappare con una risata la biondissima cantante. Chissà se avrà apprezzato Ivan Ramiro Cordoba, il difensore dell’Inter suo connazionale avvistato in tribuna con la famiglia.
Il concerto prosegue, non senza qualche piccola caduta di stile. Le due più evidenti si hanno quando Shakira abbassa il ritmo e sfodera armonica e chitarra acustica: la cover di “Nothing else matters” dei Metallica ad esempio non riesce nel suo intento di diventare una ballata flamenco-pop e si dimostra una scelta forse troppo azzardata. Stesso dicasi per la scanzonata “Gipsy”, che non va mai a segno. Dopo la fine della setlist regolare con la sintetica e (ancora una volta) sensuale “She wolf” e l’arabeggiante “Ojos asì” l’artista colombiana concede un paio di bis. Ecco così la romantica “Hips don’t lie”, tratta da “Oral fixation vol.2″. E poi, dulcis in fundo, regala il gran finale che tutti aspettavano con il tormentone “Waka waka”, una canzone che non ha bisogno di presentazioni. Il pubblico se ne va sorridendo e dà l’impressione di essersi davvero divertito. Passata la tappa di Milano, il Blockbuster latino ora può ripartire in giro per il mondo.
(Giovanni Ansaldo)
Fonte:
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I'm SHIVER inside!
L'ultima modifica di kia86 il Giovedì 05 Mag. 2011 14:51, modificato 1 volta
Ahahaha oh mamma la foto con il sombrero in testa!!!
Ma si può??
Sì infatti, mi stavo preparando a fare l'intervista invece non è venuto nessuno a Milano, a Bologna cmq a parte la tipa del Prosecco non è venuto molto altro, qualche telecamera, ma niente in confronto al [CENSORED] che c'era a Torino!
_________________ Mary
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