che dolce....sembra me quando mi hanno datoin mano i biglietti per il concerto di quasi un anno fa.... immaginatevi me in un ristorante con dei lacrimoni giganti sulle guance....scena pessima ma ne è piu che valsa la pena....
_________________ shakira es la cosa màs importante en mi vida, gracias a la existencia
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2 notti fa ho sognato che dovevo partire con il treno per andare ad un concerto di shaky(ovviamente) ed ero gia d accordo con elisa che ci saremo trovate sul treno per andare assieme.... che sogni strani....
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si si tu..... il bello è che non mi ricordo neanche come eri fatta so solo che eri tu .... quando ci vediamo al prossimo concerto di shaky....(speriamo presto....).... ricordami di raccontartelo bene....
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Elisa shakiriana mi ha detto che per un po' non può scrivere causa internet deceduto.. Ha detto di scrivere di aver sognato Shakira nella sua scuola, si tenevano per mano, si abbracciavano, cantavano insieme e in più Shaki firmava autografi.
Poi ha sognato anche che Brendan Buckley se ne andava dalla band!!
Diciamo che stanotte ha avuto in'attività celebrale molto intensa (sue testuali parole.. )
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Registrato: 20/12/11 17:39 Messaggi: 14 Residenza: Siena
Inviato: Giovedì 29 Dic. 2011 12:54 Oggetto:
L'altro giorno ho fatto un sogno orribile!! Cioè che la Shaka non poteva più ballare perchè le era stata amputata una gamba e aveva una protesi...per questo durante l'esibizione di Loca ballava pochissimo
Registrato: 01/12/10 19:55 Messaggi: 3245 Residenza: Torino
Inviato: Domenica 08 Gen. 2012 21:19 Oggetto:
Aryshaki ha scritto:
L'altro giorno ho fatto un sogno orribile!! Cioè che la Shaka non poteva più ballare perchè le era stata amputata una gamba e aveva una protesi...per questo durante l'esibizione di Loca ballava pochissimo
Dimenticalo
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L'altro giorno ho fatto un sogno orribile!! Cioè che la Shaka non poteva più ballare perchè le era stata amputata una gamba e aveva una protesi...per questo durante l'esibizione di Loca ballava pochissimo
Dimenticalo
Oddio ora devo dimenticarlo pure io
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Interno mattina, ore nove e diciotto. Mi sveglio. Apro gli occhi, convinto com'ero che la casa fosse vuota: la sapevo a Los Angeles, a girare il video di Addicted To You.
Sbadigliai. Mi tirai fuori dalle coperte e aprii la finestra, ancora dormiente, lasciando entrare i raggi di un tiepido sole che affermava con sufficiente certezza l'arrivo definitivo di una primavera mai tanto attesa. La luce mattutina sbiancò le pareti della stanza, illuminando gli indizi - disseminati qua e là - tipici di una presenza femminile che si è appena reimpossessata del suo ambiente naturale: la borsa, impiccata per una tracolla sulla sedia; il contenuto della borsa svuotato alla rinfusa sul ripiano del comò, trucchi compresi,che dava a quest'ultimo una vaga idea di scenario tra la guerra chimica e il postatomico. Un paio di scarpe col tacco trampolinato, che sembravano lanciate “a caso” da una distanza siderale, erano sparpagliate sul tappeto.
Era tornata.
Incrociai il lungo corridoio e mi diressi verso il soggiorno, consapevole che l'avrei trovata lì: la porta era chiusa, ma da sotto fuoriusciva un ancora ovattato rombo di musica, che aumentava man mano che mi avvicinavo; e che mi preparò alla bufera musicale con cui avrei impattato una volta aperta la porta. Lei era lì, nell'occhio del ciclone, vale a dire nel punto di confluenza delle onde sonore provenienti da due furiosi altoparlanti, accesi a un volume impossibile. Era seduta in estasi sul divano, in maglietta XXL, tutta intenta all'ascolto di qualcosa che assomigliava alla dance elettronica.
Mi avvicinai turandomi le orecchie. Non tanto per uno sgarbo alla band che stava suonando, o forse sì; ma sopratutto, per un riguardo verso i miei timpani che vibravano dolorosamente.
-“....................................” dissi.
-“........???” rispose.
-“..................................!!!”, ridissi io, girando di ventiquatt'ore la manopola del volume.
-“Shakiiiii! Adesso mi senti?” urlai.
-“Sì!!!” urlò anche lei. La musica era ancora tuonante a livelli discreti, ma mai avrei pensato di abbassarla del tutto, onde evitare spiacevoli controindicazioni facili da immaginare. Presi fiato, per superare la barriera del sound.
-“Hanno sospeso le riprese?”
Intuendo che desiderassi una risposta positiva, fece di sì col capo.
-”Come mai?”, le chiesi.
-”Come?”
-COOME MAAIIII??” le richiesi, portando le mani a megafono.
Allungò un braccio e girò la manopola dello stereo, abbassando lo strazio a livelli da conversazione. Perchè lei è cretina, ma fino a un certo punto.
-”Ho avuto un problemino”.
-”Che genere di problemino?”
-”Mi scappava la cacca”.
Trattenni la risata come si trattiene uno starnuto. Se ne accorse.
-”Bè?? E per questo motivo interrompono le riprese? Basta assentarsi un attimo e andare a farla, no?”
Mi squadrò come si fa con il vigile urbano quando ti fa gentilmente la multa.
-”No, se il maledettissimo posto dove farla, e cioè il bagno del Waldorf-Astoria, è distante due chilometro e mezzo dal set!! Ho dovuto farla nel cesso di un bar nelle vicinanze, visto che i gabinetti vicino la zona RVM erano momentaneamente chiusi per le pulizie....l'addetto al bancone era tutto un sogghigno. Che disorganizzazione!!! Non si può lavorare in questo modo. Ho vivacemente protestato con la produzione e poi sono tornata a casa”.
-”Protestato? E cosa avrebbero dovuto fare, mandarti all'Astoria in elicottero?” le dissi, divertito della mia ironia volutamente dozzinale.
Mi guardò come se dovesse addentarmi.
-”Ok,scusa....vabbè, ma anche tu, però! Falla in albergo prima di uscire, no?? Converrai con me che l'intera produzione non può sincronizzarsi con il tuo sedere ogni santo giorno per tutto il tempo delle riprese...ma scusa, durante i concerti come fai??
Mi guardò con aria assente, che è poi la sua abituale. Poi sentenziò:
-”Come faccio? Sapessi....” E sospirò.
Il suo sospiro, in genere, preannunciava il suo desiderio represso di comunicare. Il che, quasi sempre, veniva sfogato con intensità raccapricciante: settemila parole al minuto, con raffiche di dodicimila. E io non potevo esimermi dal non ascoltarla, anche perchè l'alternativa sarebbe stata il lasciarmi flagellare nuovamente le orecchie da quella musica insulsa e martellante.
-”Bè, insomma....vado spesso in bagno, ecco...”esordì.
-”Davvero?? Ma lo sai cosa dice la moderna psicologia in proposito sull'eccessivo andar di corpo?”
Mi guardò come un concorrente che cerchi aiuto dal presentatore di un telequiz. Incalzai.
-“Depressione bipolare.Quando si è giù, stitichezza ostinata. Quando si è su, l'intestino va come un treno” la informai, soddisfatto del mio momento Quark.
-”Quindi io dovrei avere l'umore a mille in questo momento, no?” sorrise acida giallo limone.
-”E comunque, il problema non è il quanto, ma il quando. Non è la prima volta che il mio colon si agita quando non dovrebbe. Anzi, succede spessissimo”.
-“Non sembrerebbe! Riesci a dissimulare benissimo, perchè io non me ne sono mai accorto! Ma perchè, quali sono state queste “altre” volte?”
-”Innumerevoli. Il ricordo dei miei primi disturbi si perde in remote stanze da bagno.Come quella volta che volai per un servizio fotografico in Guadalupe. Sentivo che non dovevo allacciarmi la cintura di sicurezza. Non appena l'aereo si alzò dalla pista, non ebbi che un problema: come riuscire a slacciare quella dannatissima cintura.”
-E come andò a finire?”
-”Non si slacciò.”
-”Ommioddio.”
-E la hostess mi fece cenno che potevo alzarmi, quando da quel posto non avrei voluto alzarmi più per tutto il resto della mia vita”.
-”Gesù, Giuseppe e Maria!”
-”Già. O di quella volta a Manaus, dove mi intervistarono per una rivista generalista femminile....il vostro “Cioè”, per intenderci......il giornalista era una vera polenta. E all'improvviso, seduta sulla poltrona, mentre lui mi domandava se preferissi i cani o i gatti, io avevo un solo desiderio: chiudermi nel bagno. L'intervista durò un ora e mezza.”
-”Madre Santa!”
-“Vinsi. Ma pagai amaramente quella vittoria la sera stessa, chiusa nel bagno dell'Hotel Sirenuse”.
-Porca paletta!”
-”Già. Ma tu lo sai che sono diventata un esperta? Ho acquistato la fenomenale facoltà di intuire dove sono ubicati i gabinetti di un qualsiasi edificio. Mettiamo che io entri in un teatro, in una galleria d'arte, in un ministero....Bene, mi basta un'occhiata per capire, al volo, qual'è la porta giusta da aprire in caso di necessità. Non fallisco mai, annuso un water a cento metri di distanza”.
-”Una segugia dello sciaquone!!!”
Mi incenerì con lo sguardo. Poi proseguì.
-“Una sola volta mi sbagliai, capitando in uno sgabuzzino. Ma seppi che il bagno era stato spostato solo pochi giorni prima”.
-”Eheheh!! L'hai fatta nello sgabuzzino??”
Mi guardò col calore di un freezer. Capii che non dovevo esagerare troppo.
-”Bè, vedi il lato positivo, no? Che figata, sei stata nei bagni di mezzo mondo!! L'hai fatta nei due emisferi, sotto tutti i cieli, al tropico del cancro, del capricorno, all'equatore, a est, a ovest.....E hai visto tutti i tipi di cessi: i lussuosi bagni della suite imperiale a Dubai, i gabinetti della Mercedes a Sindelflingen, le macchie di rovi cespugliosi della campagna senese....”
-“In Toscana non ci sono ancora stata...” Finalmente il suo viso si illuminò, e sorrise. Come solo lei sa fare.
-”E poi, guarda, ho lo stesso problema anch'io. Molto più di rado, ma tante volte è successo anche a me. La prima volta fu a scuola, al tema d'italiano di maturità. Non ero sicuro di svolgerlo molto bene, anzi ero terrorizzato.Al punto che il mio stomaco disapprovò al posto mio. Ma non potevo alzarmi dal banco, pena l'annullamento della prova”.
-”E come andò a finire?”
-”Assecondai il mio stomaco sotto il banco, tra la divertita curiosità dei miei compagni di classe”.
-”Mièrda!!!”
-”Appunto. Tema d'artista. Sul disfacimento, sulla degradazione sociale, sul fecale significato dell'esistenza. Ma il presidente della commissione non fu comprensivo”.
-”Eheheheh!!”
-”Ridi?? Ma lo sai che sono un grande amico degli stitici? Quando sento qualcuno che non va di corpo da cinque giorni, lo abbraccio!”
-”Ahahahahahah!!! E io, durante il tour, una volta vidi Olgui [CENSORED] re tre pillole di lassativo. Dovettero togliermela dalle mani! Ahahahahahahah!!!”
Ridemmo come matti tutti e due.
Ero felice che avesse riacquistato il buonumore. Mi alzai dal divano. Lei rimase seduta, e mi guardava il sedere.
-”E non mi guardare il sedere!”
-”Ce l'hai così carino....hai proprio un bel sederino” ripetè ridacchiando.
-“per la tua età”, aggiunse.
-”Grazie!”, risposi io, incassando. E la lasciai nuovamente al suo divertito delirio da decibel, incrociando nuovamente il corridoio.
Chiedendomi, mentre lo percorrevo, se anche Mario Monti va al cesso oppure ne è esentato.
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Si desde el dia en que non estas, vi la noche llegar mucho antes de las seis.....
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